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Vilminore

Abitanti: 1546
Altitudine: 1019m s.l.m.
Cap: 24020
Nome abitanti: Vilminoresi
Tel.: 0346 51014
Fax: 0346 51694
www.comune.vilminore.bg.it
info@comune.vilminore.bg.it
 
Eventi a Vilminore
Attività Principali a Vilminore
Altre informazioni

Frazioni: Bueggio, Dezzolo, Nona, Pezzolo, Pianezza, Sant'Andrea, Teveno, Vilmaggiore, Adenasso, Meto

Album Foto di questo comune
Territorio

Vilminore di Scalve è un comune di 1.546 abitanti della provincia di Bergamo.

Situato sulla destra orografica del torrente Dezzo, in Valle di Scalve, dista 61 chilometri dal capoluogo orobico.

Storia

L’origine del borgo risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro e zinco della zona.

Qui venne istituito un Vicus, a cui il paese deve l’origine del proprio toponimo: Vicus Minor sta difatti ad indicare l’esistenza di un piccolo agglomerato urbano.

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l’intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un’autonomia al limite dell’indipendenza. Questa garantiva l’esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Vilminore mantenne i privilegi conquistati precedentemente, e venne aggregato nella Comunità grande di Scalve, di cui fu capoluogo.

Soltanto nel 1797, con la fine della Serenissima e l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale.

Seguenti modifiche, operate dai vari regimi che si susseguivano nella valle, modificarono i confini territoriali, ma non intaccarono l’autonomia comunale di Vilminore, che restò centro di riferimento per la zona.

La storia recente è stata caratterizzata dal disastro causato dal crollo della Diga del Gleno, posta a monte dell’abitato. Il cedimento, avvenuto il 1 dicembre 1923, riversò una grandissima quantità d’acqua sui piccoli centri abitati sottostanti, provocando la morte di centinaia di persone e causando ingentissimi danni all’intera zona. A seguito di questo tragico evento, per parecchi anni l’economia della valle fu messa in ginocchio, causando un processo di emigrazione dalla valle.

Visitare

Tra le opere del passato spicca la Chiesa Arcipresbiteriale, risalente al XVII secolo. Edificata dai maestri Comacini in luogo di una pieve di lontanissima costruzione che fu a lungo sede della Vicaria Plebana, è intitolata a Santa Maria Assunta e San Pietro, e presenta sculture ed affreschi di buon pregio.

Meritano menzione anche alcune chiese delle varie frazioni, tra cui quella della Santissima Trinità a Vilmaggiore, le parrocchiali di Teveno e Pezzolo che presentano strutture ed opere scultoree di grande impatto e quella di Nona che, intitolata alla Natività di Maria, risale al XVII secolo. Nnotevole importanza il Palazzo Pretorio, edificato nel 1375 ed ampliato due secoli più tardi. Recentemente restaurato, ospita la sede della locale Comunità montana.

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