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Abitanti: 3827 Altitudine: 215m s.l.m. Cap: 24060 Nome abitanti: Rognesi Tel.: 035 967013 Fax: 035 967243 www.comune.rogno.bg.it info@comune.rogno.bg.it |
Un Sorriso in Maschera - Da Domenica 14 Febbraio 2010 Il territorio, situato sulla destra orografica del fiume Oglio è prevalentemente formato da montagne. Il comune raggiunge il suo apice alla cima del Monte Pora.
I primi insediamenti umani risalirebbero al Mesolitico (circa nel VI millennio a.C.), quando gruppi di cacciatori si insediarono in queste zone (famosi sono i resti rinvenuti poco distante del cosiddetto "uomo camuno"), in una località denominata Coren Pagà. Qui sono stati rinvenuti importanti reperti ed incisioni rupestri di notevole fattura, risalenti anche al Neolitico
La zona fu in seguito occupata dai romani, che fecero di Rogno la sede di un pagus. Scavi archeologici e fotografie aeree hanno rilevato la presenza di un antico porto risalente a questo periodo.[senza fonte].
I secoli successivi videro il territorio passare ai Longobardi prima, ed al Sacro Romano Impero poi. Fu proprio Carlo Magno a cedere l’intera valle ai monaci dell’abbazia di Marmoutier di Tours.
Rogno fu il capoluogo di una delle quattro circoscrizioni (pievatici) in cui era suddivisa la Comunità di Valle Camonica. Il pievatico di Rogno comprendeva i comuni di Rogno, Darfo, Gianico, Artogne, Erbanno, Gorzone, Sciano, Anfurro, Angolo.
Nel 1255 il comune di Brescia autorizza la costruzione di un'area franca presso la Corna Bianca: diverrà l'abitato di Castelfranco.
Seguirono numerose lotte che portarono a comandare su Rogno i Visconti, ed i loro alleati locali la famiglia ghibellina dei Federici, il breve periodo di Pandolfo III Malatesta, fino all’arrivo della Serenissima che di fatto pose termine alle dispute medievali tra guelfi e ghibellini, assicurando pace sino al 1797.
In seguito, il comune di Rogno passò alla Repubblica Bresciana, alla Repubblica Cisalpina e al Regno d'Italia (Napoleonico). Il comune fu poi soppresso nel 1809 e aggregato come frazione al Darfo, ma si ricostituì già nel 1816.
Molto importante è la chiesa Parrocchiale di Santo Stefano, nota anche come Pieve di Rogno. Riedificata ed ampliata più volte, conserva ancora la facciata originaria dell’edificio sacro risalente alla fine del VII secolo. Fra le opere degne di nota, all'interno è presente una pala ad olio su tela raffigurante il Martirio di Stefano, eseguita da Domenico Carpinoni, un grande olio su tela di scuola lombarda del XVII secolo raffiguranti il Discorso di Stefano di Pietro Corbellini, Sposalizio di Maria e il Riposo durante la fuga in Egitto, una Via Crucis seicentesca in stile popolare, un grande olio su tela seicentesco raffigurante la Madonna Assunta con i Santi Fermo, Rocco, Carlo e Antonio in stile popolare. I medaglioni della volta portano affreschi di Enrico Peci (1927) su temi della vita di Santo Stefano. L'organo a canne è pregevole opera di Giovanni Tonoli (1875).
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