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Abitanti: 19313 Altitudine: 166m s.l.m. Cap: 25036 Nome abitanti: Palazzolesi Tel.: 030 7405511 Fax: 030 7405566 www.comune.palazzolosulloglio.bs.it urp@palazzoloweb.it |
Regina Futurismo, arte concreta e oltre - Da Lunedi 18 Gennaio 2010
Spettacolo di cabaret e musica con CHARLIE CINELLL - Da Domenica 27 Dicembre 2009 Palazzolo sull'Oglio (Palasöl o Palahöl) è una città di 19.313 abitanti della provincia di Brescia.
Il fiume Oglio ha determinato, fin dall’antichità, l’evoluzione e la conformazione del territorio palazzolese. Fondamentale via di collegamento ed allo stesso tempo confine naturale per i primi abitatori della Pianura Padana, esso fu oggetto di stanziamenti ad est ed ad ovest di popolazioni quali i Cenomani e gli Insubri. Successivamente, laddove il suo corso si ramifica in due vie, si sviluppò il nucleo del paese grazie alla sua posizione strategica al centro di una fitta rete di comunicazioni. Al termine dell’VIII secolo si registra la presenza di una pieve, la prima della zona, a cui facevano riferimento le località limitrofe di Pontoglio, Palosco, Mura e Cividino.
Nell’anno 830 si hanno le prime testimonianze scritte in cui viene fatta menzione a Palazzolo, periodo in cui la chiesa bergamasca prese possesso di queste terre. Al borgo palazzolese si contrapponeva sull'altra sponda del fiume quello di Mura, acerrima nemica per il controllo dei commerci su ambedue le sponde. Tra i due nemici fu battaglia aperta fino al 1192, anno in cui le corti si fusero dando vita ad un unico comune. Palazzolo si ritrovava, quindi, dotato di una Rocca (l’attuale Castello), di mura difensive e di una Rocchetta sulla riva opposta, tutte difese efficienti e necessarie per un baluardo di confine sempre conteso. Inoltre i vantaggi derivanti dal passaggio dell’Oglio per queste terre incrementò un rapido sviluppo economico-sociale della nuova comunità palazzolese.
Sotto il punto di vista politico, il paese, dopo anni di dominazione bresciana, passò sotto quella di illustri famiglie del tempo (i Della Scala, i Visconti, i Malatesta), per finire, dal 1427, a far parte dei territori sotto l’influenza della Repubblica di San Marco, sotto la quale rimase fino alla sua caduta (XVIII secolo). A metà Quattrocento, Palazzolo aveva una popolazione di circa 1500 anime, era governato da un consiglio comunale e l’economia risultava fiorente. Due secoli dopo iniziò la trasformazione in un paese industriale con la diffusione dei primi filatoi mossi dall’acqua delle seriole. Nel 1856 si ergeva un impianto per la produzione della calce e del cemento che diede notevolissimi impulsi alla realizzazione di infrastrutture nelle zone circostanti: in particolare dopo solo un anno si inaugurava la ferrovia Milano-Venezia.
Progressivamente si sviluppò molto anche l’industria delle macchine tessili e del bottone. Un’ulteriore spinta all'industrializzazione la diede poi l'introduzione dell'energia elettrica nel 1883. Chiamato durante lo scorso secolo la "Nuova Manchester", nel 1954 Palazzolo viene elevato al rango di città e i suoi confini si estendono inglobando anche la frazione di San Pancrazio.
Il Palazzo Duranti-Marzoli è una costruzione rinascimentale a due piani del XVI secolo, già dimora dei conti Duranti e acquisito nel 1920 dall'imprenditore Luigi Marzoli.
L'edificio ha una struttura architettonica costituita da due corpi di fabbrica uniti ortogonalmente a L sull'angolo di N/O e che racchiudono, con il portico delimitato da colonne di pietra di Sarnico, un delizioso giardino.
Si tratta di uno degli esempi più interessanti e meglio conservati di dimora nobiliare cinquecentesca dell'area bresciana.
Dal portico si accede al piano terra in cui si trovano il salone con un imponente camino seicentesco e la sala, entrambi riccamente affrescati, 1770-1780. In questi e in altri locali del piano terra sono esposte le armi della collezione.
Il piano nobile, al primo piano, è caratterizzato da un'ampia galleria, anch'essa affrescata.
Portico del palazzo Duranti-Marzoli
Nella facciata esterna a sera sono conficcati due proiettili esito di un cannoneggiamento del 1705 tra le truppe francesi eaustriache in occasione della guerra di successione spagnola.
La facciata esterna, sulla strada regia che collega Brescia con Bergamo e Milano, ha un aspetto lineare e austero, quasi castellano, ingentilito da un monumentale portale d'accesso in arenaria grigia di Sarnico sormontato da un balcone delimitato da una cornice dello stesso materiale e stile del portale. L'apertura del balcone è coronata da un timpano spezzato che alleggerisce l'insieme.
Il portale è maggiormente esaltato dalla scalinata che lo unisce al piano stradale sottostante.
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