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Monno

Abitanti: 569
Altitudine: 1066m s.l.m.
Cap: 25040
Nome abitanti: Monnesi
Tel.: 0364 779400
Fax: 0364 779400
www.comune.monno.bs.it
info@comune.monno.bs.it
 
Eventi a Monno
Attività Principali a Monno
Altre informazioni

Frazioni: Nessuna

Album Foto di questo comune
Territorio

Monno sorge lungo la strade che dalla Val Camonica sale al Mortirolo.

Storia

Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno.

Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Monno, Amone Giovanni Vranino e il notaio Bettini, si schierarono sulla sponda ghibellina.

Intorno al 1417 vengono a risiedere qui alcuni dei Federici di Gorzone.

Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno,Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo.

Visitare

Le chiese di Monno sono:

Parrocchiale di San Pietro e Paolo, sorta sulle rovine di un'antica costruzione quattrocentesca. Il portale è in marmo di Vezza, datato 1629

Oratorio di San Francesco, di struttura seicentesca, era stato adibito a sala cinematografica.

Chiesa di san Sebastiano e Fabiano, sorta su struttura più antica, riporta "DOM Ss Martiribus Fabiano et Sebastiano - 1781".

Chiesa di San Brizio, sul lato destro riporta "...questa zezia fece fabbricare re Carlo, al tempo che lui andava combattendo per la fede e P.P. Urbano li concesse 900 anni di indulgenza e sette Vescovi, li quali erano in sua compagnia, li concesse 40 dì di Indulgenza per cadauno. E questa perdonanza zè ogni venerdì, e la festa di S.Britio Patron della detta Zezia, etiam nelle feste di Santa Maria. Completum fuit hoc opus mense septem die 6, 1480. Restauratam fuit 1657."

All'interno un loggiato sostenuto da colonne in marmo di Vezza.

Castello di Monno: di possesso della famiglia Federici e successivamente alla locale famiglia Corata, che si estinse senza eredi nel 1733. Non ne rimangono tracce, escluso un probabile basamento dello stesso nele murature di sostegno della parrocchiale e due finestrelle sagomate riutilizzate nella costruzione del campanile. Una rappresentazione è rimasta all'interno della chiesa in un ex-voto seicentesco.

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