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Lovere

Abitanti: 5407
Altitudine: 208m s.l.m.
Cap: 24065
Nome abitanti: Loveresi
Tel.: 035 983623
Fax: 035 983008
www.comune.lovere.bg.it
info@comune.lovere.bg.it
 
Eventi a Lovere
Attività Principali a Lovere
Altre informazioni

Frazioni: Nessuna

Album Foto di questo comune
Territorio

Situato sulla sponda occidentale del Lago d'Iseo, dista circa 43 chilometri dal capoluogo orobico.

Storia

La cittadina di Lovere vanta antichissime origini, legate alla importanza strategica della zona per il controllo dei traffici su terra e su acqua tra la pianura lombarda e la Val Camonica e, oltre i passi del Tonale e di Croce Domini, verso il Trentino e la Valle dell'Adige. 

Testimonianza dell'antichità dell'insediamento e la presenza dei ruderi di un Castelliere di epoca Celtica (IV- III sec. a.C.) posto in posizione dominante sulla collina alle spalle dell'abitato.

Dopo la conquista militare della Val Camonica, la colonizzazione romana dei luoghi lasciò evidenti tracce soprattutto in una vasta necropoli (I - IV sec. d.C.) da cui provengono reperti di notevole importanza, tra cui il cosidetto "Tesoretto dei Lovere" attualmente depositato presso il museo archeologico di Milano.

Nel medioevo la cittadina, dominata dal Castello della famiglia feudale dei Celeri, si restrinse attorno alla rupe sovrastante il lago, con centro nell'attuale piazza Vittorio Emanuele II, assumendo un'aspetto fortificato caratterizzato soprattutto dalla mole di numerose torri, tra cui nacora ben conservate, la Torre Soca (sec. XIII - XIV), la Torre degli Alghisi (sec. XII - XIII) e la Torricella rotonda della antica cinta. 

Dopo la parentesi delle lotte fra le fazioni comunali ed un breve periodo di dominio visconteo, la cittadina passò nel 1442 sotto il controllo dellla Serenissima repiubblica di Venezia, di cui restò fedele suddita fino alla soppressione della stessa attuata dalle truppe napoleoniche nell'anno 1797.

Sotto il domino veneto Lovere divenne sede di Podestaria, vi prosperarono le attività produttive e commerciali e la cittadina conobbe un periodo di floridezza senza pari legato alla produzione ed al commercio del panno di lana, esportato soprattutto nei territori di lingua tedesca del centro Europa. In questo periodo l'abitato si ampliò verso Nord-Est con la costruzione, fuori dalle vecchie mura medievali, di un nuovo borgo rinascimentale in cui venne eretto il più rilevante monumento loverese: la Basilica di Santa Maria in Valvendra (1473 - 1483).

Collateralmente proseguì in Lovere l'antica attività di lavorazione del ferro con la presenza di varie fucine legate alla produzione di attrezzi agricoli e, nel '600 di una fonderia per cannoni. 

A iniziare dal primo decennio dell' 800 l'attività siderurgica iniziò a trasformarsi in senso industriale, fino a trovare il massimop sviluppo occupazionale negli anni dell'ultimo dopoguerra con la confluenza della siderurgia locale nelle grandi strutture a partecipazione statale.

Il lento ma progressivo declino dell'attività siderurgica, spinge ora Lovere alla ricerca del migliore sviluppo delle sue potenzialità turistiche. 

Visitare

Architetture religiose

Basilica di S. Maria in Valvendra. Situato in località Val Vendra, dove scorre l’omonimo torrente, venne edificata nella seconda metà del XV secolo. Inizialmente presentava uno stile gotico, che con le successive ristrutturazioni dei secoli seguenti è stato modificato in un genere rinascimentale. La struttura prevede tre navate, con la principale sormontata da una volte a botte e divisa dalle altre due laterali con una serie di colonne. All'interno si possono ammirare le celebri ante d'organo di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, opere pittoriche di dipinti di Gian Paolo Cavagna, Domenico Carpinoni e Piero Marone, sculture in legno e in marmo della bottega dei Fantoni.

Chiesa di S. Giorgio. La chiesa di San Giorgio è uno degli edifici religiosi più antichi della zona, essendo stata costruita nel 1263. Tuttavia della struttura è rimasto ben poco, viste le numerose modifiche apportate nel corso dei secoli. La principale di queste risale alla seconda metà del XV secolo, quando la chiesa venne rialzata ed ampliata, andando ad inglobare nella propria struttura la casa-torre denominata Torre Soca, risalente al XIII secolo e di proprietà della famiglia Celeri. Una successiva ristrutturazione ha portato a tre il numero delle navate, demolendo però il campanile presente. All’interno si possono ammirare opere di grande spessore artistico: il Mosè che fa scaturire l’acqua dalla rupe di Jan de Herdt, l’Ultima cena di Gian Paolo Cavagna e la Trinità con la vergine e S. Giorgio di Palma il Giovane.

Monastero di Santa Chiara. Edificato nella prima parte del XVI secolo ed ampliato più volte, ospita ancor’oggi le monache clarisse. Soppresso in età napoleonica e ripristinato al termine del XIX secolo, custodisce numerose opere pittoriche, tra cui una via crucis ed il ritratto di Santa Chiara, eseguito da Sebastiano Conca di Gaeta. Inoltre presenta al proprio interno la chiesetta di Santa Chiara, piccolo edificio di culto molto caratteristico.

Oratorio di San Martino. Di origine antichissima, risalirebbe addirittura al IX secolo, epoca in cui i territori erano posti sotto la giurisdizione dei monaci di Tours. Con il passare del tempo venne sempre meno utilizzato, date le sue ridotte dimensioni, fino ad arrivare al suo abbandono, avvenuto nel XVII secolo. Soltanto un recente restauro ha permesso di recuperare parte del patrimonio artistico in esso custodito, tra cui numerosi affreschi nell’abside.

Santuario delle Sante B. Capitanio e V. Gerosa. Edificato nel terzo decennio del XX secolo e dedicato alle religiose Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa che fondarono nel 1832 la congregazione delle Suore di Maria Bambina, presenta una struttura in stile gotico-lombardo. All'interno si possono ammirare affreschi e mosaici eseguiti da Pasquale Arzuffi raffiguranti le due sante, delle quali sono conservate le spoglie ed altre piccole reliquie, che formano un piccolo museo a loro intitolato.

Santuario di San Giovanni. Posto in una zona suggestiva, sul culmine del monte Cala, offre un'ottima visuale su gran parte del lago e le zone circostanti. Edificato nel XV secolo ed inizialmente intitolato a San Zenone, è tuttora meta di pellegrinaggio per numerosi abitanti di Lovere.

Architetture civili:

Accademia Tadini. Istituita dal conte Tadini che, dopo la sua morte, avvenuta il 4 marzo 1828, decise di devolvere parte dei suoi averi ad una fondazione che avesse il compito di fondare una scuola d’arte e musica con tanto di galleria dove esporre i dipinti. Ospitata in un edificio neoclassico, situato nei pressi di piazza Garibaldi, conserva una grande quantità di opere d'arte che la rendono una delle gallerie d’arte più rinomate dell’intera regione. La pinacoteca comprende dipinti di numerosi artisti lombardi e veneti quali Lorenzo Veneziano, Jacopo Bellini, Domenico Tintoretto, Giacomo Ceruti, di Giandomenico Tiepolo e Francesco Hayez. Vi sono contenute anche porcellane provenienti dalle manifatture di Sèvres, Meissen, Höchst e Capodimonte.

 

 

Municipio

Palazzo Bazzini. Edificato nel 1616 dal condottiero Adorno Bazzini di fronte alla basilica di S. Maria in Valvendra, presenta una struttura ad U, ornata da pilastri ed archi ed arricchita da un giardino al termine del quale si trova una piccola torre. Attualmente è in fase di ristrutturazione, e non sono permesse le visite.

Piazza Vittorio Emanuele II. Da sempre considerata il cuore pulsante del borgo, originariamente era chiamata piazza degli uffizi, a causa della presenza della sede di gran parte delle istituzioni. Tra i palazzi che la circondano merita menzione il palazzo podestarile, antica sede del podestà, e la torre civica, che porta ancora i segni della dominazione veneta. Attiguo ad essa si trova la torre Alghisi, risalente anch’essa al periodo medievale ed appartenuta ad un’importante famiglia loverese

Architetture militari:

Il Castelliere. Questa costruzione è forse la più antica presente sul territorio loverese e può essere databile tra il quinto ed il terzo secolo a.C. Situato in posizione panoramica e strategica, fu utilizzato già ai tempi dei Galli, ed ancor’oggi possiede resti di muratura e forti difensivi risalenti alla loro colonizzazione, ma anche alle epoche successive.

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