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Abitanti: 731 Altitudine: 388m s.l.m. Cap: 24060 Nome abitanti: Gronesi Tel.: 035 820448 Fax: 035 822196 www.comune.grone.bg.it info@comune.grone.bg.it |
Il territorio del comune si estende dalle rive del sovracitato fiume fino ai colli di San Fermo.
Questa colli, situati tra la Val Cavallina ed il Lago d'Iseo, dominano la vallata e l'intera pianura con la loro mole affusolata ma maestosa, ricoperti da verdi prati.
Come tutti i paesi della val Cavallina, anche Grone ha avuto nel medioevo l'epoca di maggior sviluppo e splendore. Sono infatti tutt'ora presenti tre torri risalenti a quel periodo che testimoniano l'importanza che il paese, in quei tempi dominato dalla potente famiglia Suardi.
Anche durante gli scavi per la ricostruzione della Chiesa Parrocchiale, avvenuti nel 1928, sono stati rinvenuti resti di una costruzione fortificata, probabilmente un castello di cui si sono perse le tracce.
All'interno della suddetta Chiesa, riedificata sulle basi di una piccola hiesetta risalente al XIV secolo, sono presenti alcuni dipinti del Cavagna ed opere lignee intagliate di pregio.
Di particolare interesse è il molino dell’Acqua Sparsa, l’ultimo tuttora attivo nell'intera valle. Il mulino attuale ha una struttura in legno risalente al 1930, e funziona grazie alla combinazione tra forza idrica ed elettrica.
ll molino dell’Acqua Sparsa nel comune di Grone, che sfrutta l’acqua dell’omonima sorgente carsica, è l’ultimo tuttora attivo dei mulini presenti lungo il coso del Cherio e dei suoi affluenti.
Il mulino attuale, appartenute per diverse generazioni alla famiglia Agazzi di Grone, conserva una struttura in legno riferibile agli anni ‘30, con un funzionamento misto ad acqua e ad energia elettrica.
Negli anni è stato affiancato solo da alcuni pochi edifici per il magazzinaggio, forse l’origine troppo tardiva non ha prodotto gli stessi effetti di attrazione per la nascita di nuclei insediativi, come era accaduto in epoca più tarda.
Va comunque ricordato che proprio qui all’Acqua Sparsa aveva sede un’altra attività interessante, quella della lisciatura e della rifinitura, "la fitadùra" delle pietre "cote" (pietra dura di silice usata per affilare), ricavate dalle cave di Grone e Berzo.
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