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Abitanti: 14917 Altitudine: 220m s.l.m. Cap: 25041 Nome abitanti: Darfensi Tel.: 0364 541100 Fax: 0364 541199 www.darfoboarioterme.net comune.darfoboarioterme@cert.saga.it |
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Aspettando la Befana - Concerto - Da Martedi 05 Gennaio 2010 Darfo sorge alla confluenza tra il fiume Dezzo ed il fiume Oglio, alle pendici di un monticello di arenaria rossa posto al centro della Valle Camonica detto Monticolo.
Il territorio è posto allo sbocco della Valle di Scalve ed è densamente urbanizzato.
La zona era abitata già in epoca preistorica: sono presenti incisioni rupestri presso la località dei Corni Freschi (Attola), ai piedi del Monticolo, e nel Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine.
Sempre a Luine sono state rinvenute terracotte dell'età del bronzo (1969), mentre altre incisioni rupestri sono state trovate nei pressi del Lago Moro. Sul Monticolo è stata rinvenuta invece un'ascia in bronzo nel 1897.
Scarse sono le notizie in età romana, sebbene si supponga che il fondo valle sia stato a quel tempo disabitato a causa di alluvioni dell'Oglio e la presenza di zone paludose. Di età barbarica è probabilmente la necropoli scoperta nel 1808 presso Corna e le tombe scoperte nel 1939 e nel 1958 presso il Municipio.
Divenne centro importante in età medievale in quanto sede di un porto (presso Montecchio) e del Castello di Montecchio. Nel 1200 è ricordato come burgus fornito di castrum, dove risedeva la curia, che aveva preso il posto dell'ormai decaduta pieve di Rogno.
Nel 1047 Enrico III elegge Darfo a Corte Regia, e permette che gli abitanti della Val di Scalve continuino l'antica usanza si portare annualmente 1000 libbre di ferro, con la pena per i trasgressori di 100 libbre di oro. In tal modo dovette essere residenza di un rappresentante o vicario imperiale.
Nel 1508 Darfo (Darf) compare nalla mappa della Valle Camonica disegnata da Leonardo da Vinci e conservata a Windsor
Nel 1591 vi è una contesa con Bovegno circa alcuni pascoli in quota.
Nel XVI secolo il porto venne fortemente danneggiato da una serie di alluvioni.
Dopo la metà del XVII secolo si distacca da Darfo la municipalità di Gianico.
Nel 1830 è eretto il ponte sull'Oglio, a sei arcate, in legno, tra Darfo e Corna.
Nel 1834 una rivolta dei popolani di Darfo si oppose al dominio austro-ungarico, ma venne subito stroncata.
Il 1 dicembre 1923 il disastro del Gleno comportò ingenti danni al paese e la morte di 150 persone. Anche Vittorio Emanuele III visiterà il paese devastato.
Il 15 aprile 1929 al comune vennero aggregati i soppressi comuni di Erbanno e Gorzone. Nel 1959 venne aggregate la frazioni di Bessimo Superiore e Capo di Lago staccate dai comuni di Angolo Terme e Artogne .
L'8 maggio 1968 il consiglio comunale cambiò la denominazione del comune in Darfo Boario Terme, ed il 28 gennaio 1969, con decreto del Presidente della Repubblica n.38 venne insignita del titolo di "Città".
Nel 1980 nasce il Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine.
Le chiese di Darfo sono:
Parrocchiale dei santi Faustino e Giovita, Citata già nel IX secolo, nel 1200 appare nominato il presbitar eccòlesiae sancti Faustini Darvi. Subisce grosse modifiche dopo il concilio di Trento.
Chiesetta del monastero del Sacro Cuore, sorge entro il monastero fondato nel 1729 fondato dal cardinal Angelo Maria Querini.
Castello di Gorzone.
Castello di Montecchio.
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