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Cimbergo

Abitanti: 585
Altitudine: 850m s.l.m.
Cap: 25050
Nome abitanti: Cimberghesi
Tel.: 0364 48021
Fax: 0364 48023
www.comune.cimbergo.bs.it
info@comune.cimbergo.bs.it
 
Eventi a Cimbergo
Attività Principali a Cimbergo
Altre informazioni

Frazioni: Nessuna

Album Foto di questo comune
Territorio

Il paese è situato sul versante orientale della valle, alle pendici del Pizzo Badile Camuno e della conca del Monte Tredenus, in posizione dominante sulla media Valle Camonica.

Storia

L'area del Comune di Cimbergo fu antropizzata già a partire dal neolitico, come rappresentano le centinaia di incisioni rupestri presenti sul suo territorio. Reperti mesolitici sono stati ritrovati anche presso il lago d'Arno.

Con la donazione di Carlo Magno della Valle Camonica ai monaci di Tours viene fondata a Cimbergo la Chiesa di San Martino, divenuta poi  Santa Maria a partire dal '500.

A partire dal 1288, in seguito alla grande ribellione camuna, i bresciani Martinengo vengono sostituiti dagli Antonioli di Grevo. Essi verranno banditi il 2 agosto 1389 per la sottrazione di beni episcopali.

L'8 aprile 1299 i consoli della vicinia di Cimbergo si recano ad Cemmo dove è presente Cazoino da Capriolo, camerario del vescovo di Brescia Berardo Maggi. Qui giurano secondo la formula consueta fedeltà al vescovo, e pagano la decima dovuta. 

Il 19 aprile 1331 il vescovo di Brescia Tiberio della Torre investe gli uomini della vicinia di Cimbergo delle decime dei pascoli, dell'erbatico e della giurisdizione in monte, in piano ed in terra delle acque del loro territorio.

Nel 1378 si tenta di siglare una pace  nella rocca di Cimbergo tra i ghibellini Federici e i guelfi camuni e della Val di Scalve. La tregua non durò e i conflitti ripresero fino ad una seconda tregua, fermata nel 1398 nella quale entrambe le fazioni si accordarono per opporsi al vescovo Tommaso Visconti, che tentava di imporre i propri diritti feudali in Val Camonica.

I Visconti decidono di infeudare i loro alleati Federici il 31 gennaio 1403, a discapito degli Antonioli.

Il nuovo signore, Giacomo detto Maccagno, non riuscì ad entrare in possesso della sua rocca a causa di rivolte guelfe, tanto che solo dopo cinque anni, nel marzo 1408, grazie a dei commissari inviati direttamente da Milano, il Federici riuscì ad entrare nel suo feudo.

Essi tennero la rocca per circa trent'anni fino a quando l'inizio della dominazione veneta costrinse la potente famiglia ghibellina a ridimensionarsi. Di tale situazione ne approfittò Bartolomeo della Torre da Cemmo che il 28 maggio del 1430 ottenne l'investitura nella Basilica di San Marco a Venezia della contea di Cemmo-Cimbergo.

Bartolomeo perse la contea prima della fine degli anni '30, a causa del suo schierarsi politicamente a fianco di Milano, così essa venne donata ai trentini conti di Lodrone. Essi erano una nobile e potente famiglia del Trentino, guelfa quanto basta, che intendeva occupare un territorio montuoso che avesse come confine l'Oglio da un lato, e l'Adige dell'altro.

La nomina ufficiale di Paride Lodrone a conte di Cimbergo avvenne il 6 aprile 1439, ma a causa della sua morte proprio in quel periodo i figli Giorgio e Pietro dovettero attender fino al l'11 aprile 1441 prima di ereditarne il territorio camuno.

Nel 1516 Battista, Nicola, Bartolomeo e Alessandro Lodrone saccheggiano Breno, benché anch'essa guelfa, e ne estorcono 508 ducati d'oro alla popolazione, pagati dai loro alleati, i Ronchi.

Nel 1572 è registrato un capo dei disciplini, tale Sixtus de Antoninis, che guida un gruppo di quaranta confratelli.

Nel 1600 la famiglia Lodrone risulta già divisa in quattro rami, uno dei quali con sede a Concesio. L'ultimo documento che li cita a Cimbergo è un affitto a nome della vicinia nel 1739

Il 13 luglio 1653 un fulmine cade sulla chiesa di San Giovanni durante una messa e causa la morte di due donne e diversi feriti.

Nel 1732 è annotato che vi è una confraternita di disciplini, la quale non ha entrata, che fa celebrare messa tutte le quarte domeniche del mese con le offerte che raccolgono.

Tra il 1805 ed il 1809 Cimbergo è unito a Paspardo col nome di Cimbego con Paspardo.

Nel 1810 il comune di Cimbergo acquista il castello dai Lodrone, che non vi risiedono più da tempo e lo trasforma in cimitero; in seguito il terreno verrà venduto ai privati. Nel 1849, a causa della rottura delle campane della chiesa, si decide di utilizzare materiale di riutilizzo del castello, ormai abbandonato, per ricostruire un nuovo campanile.

Tra il 1860 ed il 1863 si crea una imponente muraglia prospiciente l'orrido della parrocchiale per ingrandire la stessa.

Tra il 1927 ed il 1947 Cimbergo è nuovamente unito a Paspardo col nome di Cimbergo Paspardo.

Nel 2008 il comune di Cimbergo riesce a riacquistare tutti i terreni attorno al castello.

Visitare

Le chiese di Cimbergo sono:

 

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, un tempo dedicata a San Martino.

 

La chiesa di San Giovanni Battista, riporta la data 1574, il portale è in pietra di Sarnico.

 

Il Castello di Cimbergo. Al centro dell'abitato, a strapiombo sulla valle del torrente Re, rimangono i ruderi del Castello che fu degli Antonioli e dei Lodrone. 

 

Dal lato più basso del paese si accede alla Riserva naturale Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo. L'area di Campanine è ricchissima di incisioni rupestri medievali. Questi petroglifi, molto rari, si trovano qui in grandissimo numero: 66 grandi chiavi, 3 cesoie, 194 croci, 4 balestre, 6 torrioni merlati, una figura antropomorfa con tre chiavi in mano, 2 con probabile lanterna, 8 nodi di Salomone, un crocefisso, 12 patiboli con 7 impiccati e 3 con la testa del boia, numerose scritte, datate dall' 819 al 1927, 3 grandi uccelli coronati, 49 stelle a cinque punte e molto altro...

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