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Abitanti: 969 Altitudine: 1100m s.l.m. Cap: 25040 Nome abitanti: Cevesi Tel.: 0364 634104 Fax: 0364 634357 www.comune.cevo.bs.it info@comune.cevo.bs.it |
Il Comune di Cevo sorge in cima al dosso dell'Androla all'imbocco della Valsaviore.
Il 5 febbraio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Cevo il Comune (vicinia) e gli uomini di Cevo.
Alla pace di Breno del 31 dicembre 1397 i rappresentanti della comunità di Cevo, Antonio Cucco e il notaio Torello di Domenico, si schierarono sulla sponda ghibellina.
Il 17 settembre 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Monno, Cevo, Andrista, Grumello, Saviore, Cemmo, Ono, Sonico, Astrio, Malegno,Cortenedolo, Vione, Incudine e Berzo Demo a Bertolino della Torre di Cemmo .
Gregorio Brunelli dice che nel XVII secolo gli abitanti di Cevo erano talmente poveri da emigrare d'inverno presso Soncino o nel Cremonese.
Il 22 aprile 1644 Il paese di Cevo fu quasi completamente incendiato per la caduta di un fulmine.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il nord Italia venne aggregato alla repubblica di Salò.
Ai giovani delle classi 1923-1925 vennero chiamati alla leva obbligatoria, ma nessuno si presentò. Molti si nascondevano nelle montagne dell'Adamello, nei fienili ad alta quota. Altri aderivano ai gruppi partigiani dell'alta valle. Sopra Cevo Antonino Parisi (Nino) e altri ribelli cominciano ad organizzare la 54º Garibaldi, che inizia ad operare attivamente dal gennaio 1944.
A primavera iniziano i primi rastrellamenti al fine di leva da parte della banda fascista Marta, formata da militi della Guardia Nazionale Repubblicana di Milano. Le azioni di questo reparto oltrepassano il compito di repressione antipartigiana sconfinando in realtà nel saccheggio ai danni delle popolazioni, ruberie ai contadini e uccisioni. Il 19 maggio consolida la prassi del terrore sterminando la famiglia Monella (Giovanni, sua moglie Maria Scolari e la figlia Maddalena) e assassinando lo scalpellino Francesco Belotti.
Durante il mese di giugno viene catturato Pozuolo Giuseppe Pezzati, comandante repubblichino di Isola; pochi giorni dopo viene attaccata dai partigiani una pattuglia tedesca presso Isola, con il ferimento di un sottufficiale.
Il 1º luglio i garibaldini attaccano la centrale di Isola: lo scontro dura mezz'ora. Due fascisti vengono uccisi e due feriti: il comandante fu fucilato. Tra i partigiani vi furono un morto e due feriti.
In seguito a questi fatti venne stabilito l'assalto dei fascisti del paese.
Il 3 luglio 1944, viene bruciato il paese di Cevo per rappresaglia contro i partigiani. 151 case vengono totalmente distrutte, altre 48 rovinate e 12 saccheggiate; furono uccise 6 persone: Cesare Monella, Francesco Biondi, Giacomo Monella, Giovanni Scolari, Rodella Domenico, Biondi Giacomina. Su una popolazione di circa 1200 abitanti rimasero ben 800 senza tetto.
I tedeschi si arrenderanno, infine, il 18 aprile 1945 a Forno d'Allione.
Le chiese di Cevo sono:
Chiesa di San Sisto del secolo XVI da precedente costruzione romanica, circondata da piccolo cimitero.
Parrocchiale di San Vigilio del secolo XVI
Chiesa di Sant' Antonio Abate
Eretta nel 2005 la Croce del Papa, che dal Dòs dell'Andròla è visibile da gran parte della media valle.
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