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Abitanti: 2483 Altitudine: 362m s.l.m. Cap: 25044 Nome abitanti: Capontini Tel.: 0364 42001 Fax: 0364 42571 www.comune.capo-di-ponte.bs.it info@comune.capo-di-ponte.bs.it |
32esima edizione del Festival Clusone Jazz - Da Giovedi 22 Luglio 2010 Situato a metri 362 sul livello del mare, Capo di Ponte deve il suo nome alla posizione geografica di alcune case antiche poste ad occidente del ponte sul fiume Oglio verso la frazione Cemmo. L'attuale paese copre invece l'altra sponda del fiume, espandendosi ad est.
Tra il XI secolo ed il XIV Capo di ponte non era comune a se stante, ma periferia di Cemmo; il suo territorio faceva parte del priorato di San Salvatore delle Tezze.
Nel 1315 la palude di Imesigo, che si estendeva nella piana di Capo di Ponte fino a Sellero, venne coperta dalle alluvioni del torrente Re.
Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Incudine, Cortenedolo, Mù, Cemmo, Zero, Viviano e Capo di Ponte a Maffeo e Giroldo Botelli di Nadro.
Nel 1698 Padre Gregorio Brunelli afferma che l'abitato di Zero (o Serio), che sorgeva lungo le sponde del torrente Re, ad oriente del paese odierno, venne spazzato via da un'inondazione dello stesso. Zero è ricordato l'ultima volta nel 1374, quando i suoi territori vengono affidati come decima ai Botelli di Nadro.
Con la caduta della Repubblica di Venezia nasce il "comune di Capo di Ponte" (1797-1798), che cambierà nome precocemente in "comune di Cemmo e Capo di Ponte" (1798 - 1815) e sotto il Regno Lomberdo Veneto in "comune di Capo di Ponte e Cemmo" (1816 - 1859). Sotto il Regno d'Italia assumerà definitivamente il nome di comune di Capo di Ponte (dal 1859).
Chiesa Parrocchiale di san Martino, riedificata nel secolo XVIII con colonne in pietra di Sarnico. La casa è di Beniamino Simoni.
Monastero di San Salvatore (Capo di Ponte)
Chiesa delle sante Faustina e Liberata: si è tramandata la leggenda che vede le sante Faustina e Liberata, vivere in penitenza in una grotta della regione presso Capo di Ponte. Esse intervennero miracolosamente a fermare con le loro mani due massi che minacciavano il borgo. Ancora oggi vicino alla chiesa a loro dedicata, si possono vedere due enormi massi che recano impronte di mani e che sono ancora venerate dalla popolazione del luogo.
Oratorio di san Rocco al ponte del XVII secolo.
Patrimoni dell'umanità UNESCO [modifica]
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