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Capo di Ponte

Abitanti: 2483
Altitudine: 362m s.l.m.
Cap: 25044
Nome abitanti: Capontini
Tel.: 0364 42001
Fax: 0364 42571
www.comune.capo-di-ponte.bs.it
info@comune.capo-di-ponte.bs.it
 
Eventi a Capo di Ponte
Attività Principali a Capo di Ponte
Altre informazioni

Frazioni: Campivo, Cemmo, Gambarere, Pescarzo

Album Foto di questo comune
Territorio

Situato a metri 362 sul livello del mare, Capo di Ponte deve il suo nome alla posizione geografica di alcune case antiche poste ad occidente del ponte sul fiume Oglio verso la frazione Cemmo. L'attuale paese copre invece l'altra sponda del fiume, espandendosi ad est. 

Storia

Tra il XI secolo ed il XIV Capo di ponte non era comune a se stante, ma periferia di Cemmo; il suo territorio faceva parte del priorato di San Salvatore delle Tezze.

Nel 1315 la palude di Imesigo, che si estendeva nella piana di Capo di Ponte fino a Sellero, venne coperta dalle alluvioni del torrente Re.

Il 14 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Incudine, Cortenedolo, Mù, Cemmo, Zero, Viviano e Capo di Ponte a Maffeo e Giroldo Botelli di Nadro.

Nel 1698 Padre Gregorio Brunelli afferma che l'abitato di Zero (o Serio), che sorgeva lungo le sponde del torrente Re, ad oriente del paese odierno, venne spazzato via da un'inondazione dello stesso. Zero è ricordato l'ultima volta nel 1374, quando i suoi territori vengono affidati come decima ai Botelli di Nadro.

Con la caduta della Repubblica di Venezia nasce il "comune di Capo di Ponte" (1797-1798), che cambierà nome precocemente in "comune di Cemmo e Capo di Ponte" (1798 - 1815) e sotto il Regno Lomberdo Veneto in "comune di Capo di Ponte e Cemmo" (1816 - 1859). Sotto il Regno d'Italia assumerà definitivamente il nome di comune di Capo di Ponte (dal 1859).

Visitare

Chiesa Parrocchiale di san Martino, riedificata nel secolo XVIII con colonne in pietra di Sarnico. La casa è di Beniamino Simoni.

 

Monastero di San Salvatore (Capo di Ponte)

 

Chiesa delle sante Faustina e Liberata: si è tramandata la leggenda che vede le sante Faustina e Liberata, vivere in penitenza in una grotta della regione presso Capo di Ponte. Esse intervennero miracolosamente a fermare con le loro mani due massi che minacciavano il borgo. Ancora oggi vicino alla chiesa a loro dedicata, si possono vedere due enormi massi che recano impronte di mani e che sono ancora venerate dalla popolazione del luogo.

 

Oratorio di san Rocco al ponte del XVII secolo.

 

Patrimoni dell'umanità UNESCO [modifica]

 

Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane

 

Parco archeologico comunale di Seradina-Bedolina

 

Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo

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