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Abitanti: 5014 Altitudine: 343m s.l.m. Cap: 25043 Nome abitanti: Brenesi Tel.: 0364 322611 Fax: 0364 322619 www.comune.breno.bs.it info@comune.breno.bs.it |
Fera de la Spongada - Da Domenica 28 Marzo 2010
Breno (Bré in camuno) è un comune italiano di 5.014 abitanti, della Val Camonica, provincia di Brescia in Lombardia. Il suo territorio è attraversato dalla strada Statale 42 del Tonale e della Mendola lungo tre gallerie e possiede una delle principali stazioni ferroviarie della linea Brescia-Iseo-Edolo. Il territorio di Breno confina con diversi comuni: a est quello di Bagolino, Condino e Daone, a nord quello di Niardo, Braone, Ceto e Losine, ad ovest quello di Malegno e ancora Losine, ed a sud quello diBienno e Prestine. Il paese è un importante centro amministrativo con la sede della Comunità Montana di Valle Camonica e del BIM della Valle Camonica.
In cima al colle del Castello è stata ritrovata un'abitazione risalente al neolitico. In località Spinera, presso il fiume Oglio, è presente il santuario di Minerva del I secolo ev, andato bruciato nel V secolo . Nel medioevo viene ricordato che presso il castello di Breno vi fossero due torri: una guelfa, appartenente alla famiglia Ronchi, l'altra ghibellina, della famiglia Alberzoni. Nel XII secolo è riportata una lotta tra Breno e Niardo per il possesso del monte Stabio. In data compresa tra il 1206 ed il 1230 la contrada di Onera venne seppellita da un'esondazione del fiume Oglio. Nel 1304 Fra' Dolcino, supportato dal Signori di Breno, entra in Val Camonica tramite il Passo Crocedomini e raggiunge la pianura bresciana per incontrare Matteo Visconti. Il 19 ottobre 1336 il vescovo di Brescia Jacopo de Atti investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Astrio, Monno e Ossimo Girardo del fu Giovanni Ronchi di Breno. Il 28 gennaio 1350 il vescovo di Brescia Bernardo Tricardo investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Borno, Pescarzo, Cerveno e Corteno Bertolino e Giacomo Alberzoni di Breno. Il 15 maggio 1365 il vescovo di Brescia Enrico da Sessa investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno, Vione, Vezza, Sonico, Malonno, Berzo Demo, Astrio, Ossimo e Losine Giovanni e Gerardo del fu Pasino Federici di Mù. Il 31 dicembre 1397 avviene la pace di Breno tra gli schieramenti guelfi e ghibellini. I rappresentanti della comunità di Breno si schierarono sia sulla sponda ghibellina (Betino di Giovanni e Clarino Marone Ronchi) che su quella guelfa (Francescino di Pasolino Ronchi). Il 14 agosto 1423 il vescovo di Brescia Francesco Marerio investe iure feudi dei diritti di decima nei territori di Breno e Borno Andriolo Ronchi di Breno. Durante l'età veneziana in Valle Camonica Breno era sede della Comunità di Valle Camonica. Nel 1591 viene stabilito il monte di pietà per impulso della signora Barbara Leoni Alberzoni. Nel 1629 si spica una montagna et dirupando cade con grandissima ruina, fracassando il cimiterio della chiesa et poi una mano di case et fienili, con la morte di moltissime persone. Nel 1630, durante la peste, viene fondato un lazzaretto in contrada Valmorina. Agli inizi del seccento operava in paese l' Accademia, una istituzione scolastica di livello superiore. Con l'arrivo della rivoluzione francese nel 1797 fu a capo del Cantone della Montagna (comuni di: Anfurro, Angolo, Artogne, Berzo, Berzo Demo, Bienno, Borno, Braone, Breno, Capo di Ponte, Ceto, Cerveno, Cevo, Cedegolo, Cimbergo, Cividate, Cemmo,Corteno, Cortenedolo, Darfo, Demo, Do e Ono, Edolo, Esine, Erbanno, Gorzone, Grevo, Gianico, Incudine, Lozio, Loveno, Losine, Mazzunno, Malegno, Malonno, Monno, Mù, Nadro, Niardo, Osimo, Paisco, Paspardo, Pisogne, Pezzo, Ponte di Legno,Prestine, Piano, Pontagna, Rogno, Sciano, Saviore, Sonico, Santicolo, Sellero, Temù, Terzano, Vezza, Villa e Vione). Nell'assetto definitivo della Repubblica Cisalpina, Breno fu inclusa nel Dipartimento del Mella come capoluogo del distretto XI di Breno (1798-1801; comuni: Malegno; Lozio; Cividate; Bienno; Prestine; Berzo inferiore; Esine; Borno; Ossimo; Losine; Niardo) e infine nel Dipartimento del Serio (1801-1815), distretto IV di Breno, cantone I di Breno (1805-1815; comuni: Anfurro, Angolo con Mazzunno**, Artogne, Berzo Inferiore, Bienno con Prestine, Breno, Borno, Braone, Cemmo e Capo di Ponte, Cerveno, Ceto e Nadro, Cividate, Darfo, Erbanno, Esine, Gianico, Gorzone e Sciano, Losine, Lozio, Malegno, Niardo, Ono, Piano, Ossimo,Cimbergo con Paspardo*, Pisogne Rogno Terzano). Sotto il Regno d'Italia (1805-1814) fu incluso, col decreto dell'8 giugno 1805, nel distretto IV del dipartimento del Serio, assieme a Anfurro, Angolo con Mazzunno, Artogne, Berzo Inferiore, Bienno con Prestine, Borno, Braone, Cemmo e Capo di Ponte,Cerveno, Ceto e Nadro, Cividate, Darfo, Erbanno, Esine, Gianico, Gorzone e Sciano, Losine, Lozio, Malegno, Niardo, Ono, Piano, Ossimo, Cimbergo con Paspardo, Pisogne Rogno Terzano. Nel Regno Lombardo-Veneto (1815-1859) Breno fece parte della Provincia di Bergamo quale sede del distretto XVII di Breno (comuni: Anfurro, Angolo, Mazzunno, Artogne, Berzo Inferiore, Bienno e Prestine***, Breno, Borno, Braone, Capo di Ponte eCemmo, Cerveno, Ceto con Nadro, Cimbergo, Cividate, Darfo, Erbanno con Angone, Esine, Gianico, Gorzone con Sciano, Losine, Lozio, Malegno, Niardo, Ono, Piano con Beata, Solato e Vissone, Ossimo, Paspardo, Pisogne, Rogno****, Terzano. * Cimbergo e Paspardo separati il 12 ottobre 1816 ** Angolo e Mazzuno separati il 15 ottobre 1817 *** Bienno e Prestine separati il 1 agosto 1818 **** Nel 1838 Rogno fu aggregato al distretto di Lovere Una lapide presso la vasa Vielmi ricorda: « La notte 12-13 luglio nel fatidico cinquantanove Giuseppe Garibaldi in questa casa fu di Carlo Vielmi illustre e caro ospite » Oggi Breno è sede della Comunità Montana di Valle Camonica. Lo stemma della provincia di Brescia rappresenta l'insieme di cinque blasoni: quello di Brescia al centro, quello del comune di Chiari, di Breno, di Verolanuova e di Salò.
Parrocchiale di San Salvatore (Duomo), di struttura seicentesca posizionata al centro del paese, con affreschi di Antonio Guadagnini e del Romanino. Gli altari sono in marmo occhialino di Ono San Pietro. Chiesa di Sant'Antonio, conserva notevoli opere artistiche: tra di esse va innanzi tutto menzionato l'importante ciclo di affreschi realizzato dal Romanino. Chiesa di Santa Maria al Ponte (o della Minerva), del '500; addossato alla struttura vi è il tempietto della Minerva. Chiesetta di San Carlo, del XVII secolo, con notevole serie di ex-voto. Chiesa di San Maurizio, antica parrocchiale. Cappella di Sant'Apollonia, lungo la strada che porta a San Valentino. Chiesa di San Valentino, costruzione quattrocentesca, interni forse di Giovanni Pietro da Cemmo.
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